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Perchè l’Osteopatia riesce dove Muscoril e Voltaren falliscono.

 


 

 

Prima di tutto dobbiamo capire quale sia il meccanismo di azione del Muscoril e del Voltaren.

 

Il primo: Muscoril (Tiocolchicoside) è una molecola semisintetica, che agisce come mio-rilassante ed antiinfiammatorio. La sua azione va a incidere su dei recettori (GABAergici e Glicinergici), sui quali esercita un’attività generalmente antagonizzante. In poche parole inibisce il comando di contrazione muscolare. Normalmente il periodo di assunzione è di 7 giorni.

Il secondo: Voltaren (Diclofenac) è un farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS) tra i più utilizzati come anti-infiammatorio, antireumatico e soprattutto come analgesico. La sua funzione è quella di impedire l’attività delle Prostaglandine. Cosa sono le Prostaglandine? Beh, sono le responsabili dell’attività proinfiammatoria inducendo vasodilatazione ed aumentando il reclutamento leucocitario, fino alla febbre a livello centrale. Quindi anche qui per farla breve, si blocca il responsabile di chi causa l’infiammazione.

Dopo questa breve premessa, la domanda che tutti si staranno facendo è: “Come mai nonostante questi farmaci quel maledetto chiodo nella schiena non passa, come non passa quel torcicollo nè quel colpo della strega nonostante sia quasi una settimana che faccio punture?

Bene, per rispondere a questa domanda cerchiamo di capire da cosa viene prodotto questo sintomo. Questo passaggio è fondamentale, poichè noi tutti ci preoccupiamo di far sparire il dolore non curandoci di cosa lo abbia causato, o meglio, spesso pensiamo che le cause siano: “ho dormito male”, “ho fatto un movimento sbagliato” oppure “ho preso un colpo di freddo”.
In realtà, queste cose possono essere la famosa goccia che fa traboccare il vaso, quindi non dobbiamo concentrarci su questo, ma su cosa abbia riempito il vaso.

Le cause di questi dolori forti e persistenti sono raggruppabili in due categorie:

1) Cause meccaniche ( catene posturali, stress ripetuto dei muscoli tonici )
2) Cause viscerali ( meccanica alterata e stato infiammatorio degli organi che crea un riflesso viscero-somatico)
…e che ca…vuol dire sta roba?

 

Molto più semplice di quello che uno possa pensare. Ma andiamo per ordine.

 

CAUSE MECCANICHE:

 

Il nostro corpo ha dei muscoli che svolgono due differenti tipi di funzione: muscoli tonici e muscoli fasici.

I muscoli tonici, in modo molto sintetico, sono muscoli antigravitari, che permettono di mantenere la nostra postura durante l’arco della giornata. Sono molto forti e hanno una resistenza enorme, ma poca esplosività, un pò come il mulo che lavora tutto il giorno. Nell’arco delle 24 ore lavorano per una media di 16-18 ore, riposando solamente nel sonno profondo.

I muscoli fasici invece, sono l’esatto contrario, sono quasi sempre a riposo e lavorano sotto reclutamento con una grande esplosività, ma sono molto poco adatti alla resistenza. Esattamente come un ghepardo.

E chi è di questi il grande responsabile dei blocchi vertebrali?
Il responsabile nell’80 % dei casi è un piccolo muscolo, molto potente che si chiama Multifido e decorre per tutta la colonna vertebrale.
In uno studio scientifico su Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy (2007; 2008; 2015 ;2016) hanno confrontato l’attivazione del muscolo Multifido spinale con quella dei muscoli estensori degli arti inferiori su persone con lombalgia cronica e su persone sane.
Si è potuto verificare che le persone con lombalgia cronica avevano una diminuzione di forza dei muscoli estensori del ginocchio rispetto ai sani. Lo studio è stato ampliato anche a livello dei muscoli addominali e respiratori, dove si è potuto constatare che il Multifido risulta essere una spia di valutazione e di funzionalità lombare. Quindi possiamo capire che non è un semplice muscolo a causare questi blocchi e dolori vertebrali, ma una mancata armonia di funzionamento. Una sorta di effetto domino. Se non andremo a trattare questa disarmonia muscolare, il nostro muscolo Multifido continuerà a lavorare male e ad andare in disfunzione, causandoci delle lombalgie.

 

CAUSE VISCERALI:

 

Ma cosa sono esattamente i visceri? Per visceri si fa riferimento agli organi addominali e toracici e alle membrane connettivali che li avvolgono (comunemente chiamate capsule). Tali organi sono ancorati direttamente o indirettamente allo scheletro del tronco mediante il tessuto connettivo composto da fasce e legamenti: quando lo scheletro si muove assieme alla colonna vertebrale, i visceri lo seguono permettendone i corretti movimenti.

Gli organi interni, come l’appartao muscolo scheletrico, hanno una innervazione midollare con delle radici che escono a livello vertebrale. Ovvio sarà quindi che per ogni imput in uscita, “EFFERENZA”( segnale che dal midollo esce e va al muscolo o al viscere) ce ne sarà uno in entrata, “AFFERENZA” ( segnale che dal muscolo o dal viscere va al midollo ). Questo importante rapporto di interazione tra visceri e muscoli sarà garantito da un equilibrio. Nel caso in cui si verificasse un problema in una delle due strutture, avremo di riflesso un problema anche sull’altro.

Ogni disfunzione vertebrale può incidere sulla qualità degli impulsi trasmessi dal sistema nervoso e, quindi, comportare un’alterazione della funzione viscerale. Viceversa, se un organo presenta una disfunzione, le afferenze dall’organo al midollo saranno alterate, provocando così irritazione al livello vertebrale corrispondente e dando origine a contratture

Facciamo un esempio:

Una paziente immaginaria di nome Gessica soffre di lombalgia cronica, problemi di colite ( infiammazione che colpisce il colon creando dolori addominali) ed ha subito un intervento ad un ginocchio per rottura del legamento crociato. Quando si trova nella fase del ciclo mestruale i dolori lombari si intensificano.  Come si può notare nello schema (Spinal Nerve Function), la zona di innervazione dell’intestino e delle ovaie è compresa nel tratto lombare che va da L1 al sacro, esattamente nella zona di corrispondenza del dolore lombare. In più il problema meccanico del ginocchio, rafforzerà degli scompensi posturali, che come abbiamo visto prima, incideranno anch’essi sulla zona lombare.

 

Ecco quindi spiegato, perchè molto spesso le lombalgie si possono presentare durante il ciclo mestruale o con problemi intestinali come coliti o stipsi, perchè le cervicalgie o i dolori infrascapolari si accompagnano a stati di gastriti, reflussi o disfunzioni epatiche.

 

                                                                     AREE DI DOLORE CORRELATE AI VISCERI

CONCLUSIONI

In sintesi, il problema risulta essere che, se è presente uno squilibrio di catene muscolari che incide e crea una patologia, noi possiamo ricorrere ai vari medicinali per alleviare momentaneamente il sintomo, ma non risolvere il problema, anzi lo continueremo a rimandare peggiorandolo solamente. Da qui nasce il concetto di prevenzione e cura. I farmaci lavorano con un sistema bersaglio, che attacca la zona infiammata, senza capire il perchè di quella infiammazione. La grande differenza che è presente tra il lavoro del farmaco e dell’osteopata, è che l’osteopata utilizza il farmaco per alleviare momentaneamente il dolore, andando a cercare la causa e poi  curandola. Il farmaco al contrario non cura assolutamente la causa, inibisce solamente il sintomo per un lasso temporale che oscilla più o meno in 7 ore, che è il tempo di “vita” del farmaco stesso.

Possiamo dunque imbottirci di tutti i farmaci del mondo, ma sarà solamente come tapparsi le orecchie invece di spegnere uno stereo. Tolte le mani la musica ricomincerà.

 

Alessandro Carollo D.O.